Senza rimpianti

Chi ama
esagera le proporzioni, i colori,
la prospettiva è fedele,
la sua passione autentica ma,
chi non riconosce un tesoro,
lo calpesta.
L’io astratto
non risolve la sostanza,
nel vanesio si cerca
senza ritrovarsi:
un miraggio altro non è
che una strategia di illusioni,
celato nell’inconscio sarà
il tramonto del nulla.
Dal mio cuore sincero
attingevi acqua pura,
senza ragione mi inghiottivi,
tra rimproveri e silenzi:
era la tua malcelata indifferenza.
Ai confini della realtà
esiste un futuro sconfinato,
senza rimpianti
camminerò in quella direzione,
perfettamente compatibile con il mio essere.

© Adriana Mirando (immagine presa dal web)

A mia madre

Nell’intreccio
dell’ultimo orizzonte
mi accorsi di pensare a te
come gelsomino notturno.
Mentre t’attardavi nei sogni mesti
per amore dei tuoi figli,
materno altare,
sacrificio di un mondo antico
cieco istinto di luce smorzata:
parevi surreale allora
nella mia insensata giovinezza.
Ora ai miei occhi, cara madre,
sei doppiamente bella
come un gelsomino notturno profumato,
pensando al tuo duro lavoro
e a quanto mi hai amato:
nel rimpianto ti rivivo.
Sul sentiero di uno spazio immaginario
ascolto l’eco di una voce melliflua:
sei tu, che mi parli al cuore.

© Adriana Mirando

Un angelo con Venere in Ariete (2)

Lo incontrai in autunno
ma il suo sorriso splendeva
come il sole
al solstizio d'estate.
In uno scrigno di ricordi
narrai dipingendo 
trame intessute,
segretamente tinte di passione.
Memorie scorrono
in racconti brevi, epigrafe autentica 
di richiami romantici,
mentre contemplavo l'immagine 
di un Angelo luminoso:
Venere in Ariete, 
linfa che nutre la speranza 
in un clima di musica.
Euterpe,
infranto il silenzio, 
una soave melodia
"AMARE DI NUOVO"... mi accarezzava,
con un fiore 
in un sogno
al tempo dell'equinozio di primavera.
Non aveva smesso di amarmi.

© Adriana Mirando