Esedra

Sol sistere
segnò l’inizio del nostro ardore,
lungamente baloccati colle chimere
come lusinga mi corteggiavi.
Avvertii subito un’aura di elevatezza,
stella del mattino, saggio maestro.
In un antico portico
baciavi i miei seni,
bruciavi in una notte umida,
le tue urla nel petto,
intense emozioni
in mille scintille raggianti,
respiravamo i nostri umori
aspri e dolci del nostro esistere.
Grande amore, grande dolore,
il destino segnò una fine.
Dalle labbra strette
sforzai di sorridere,
sull’orlo della follia
come una cariatide mi rafforzai.
Di nuovo tornai a fiorire,
la rugiada del mattino
bagnò i miei lunghi capelli,
in cristalli al sole
divenni preziosa ai tuoi occhi.

© Adriana Mirando (immagine presa dal web)