Senza speranza

Ho conosciuto l'uomo
alla fine dei suoi giorni
privo ormai di paure,
rassegnato nella sua infermità.
Mio padre
nel palpito di un'anima
si perdeva nel tempo,
nella boccata di una sigaretta
fumava il tempo,
aspettando
che il tempo finisse.
Era senza più ricordi
senza più memoria.
La mia speranza
si manifestava a tratti
come il suo sorriso.
Era una giornata grigia
quando lo lasciai nella penombra,
i suoi occhi lucenti come rugiada
mi guardavano appena.
Tornai a trovarlo,
ma con il tempo se ne era andato.

© Adriana Mirando

Nel sogno ti vedrò

Non ti trovo mai,
nemmeno tra la folla.
Per caso una volta t'incontrai,
era d'autunno.
Entrasti nella stanza
con portamento elegante,
ti guardai allo specchio,
un tumulto del mio cuore
e la nostra storia cominciava.
Il caso ha voluto
una volta soltanto.
"Liberami dalle mie ombre
o Signore!" 
Così ho pregato,
ma nessuno ascoltava dall'alto.
È arrivato l'inverno,
non esiste fuga dal mio dolore.
M'accade di pensare alla morte:
prendimi nel sonno,
mentre sogno
e vedo lui tra la folla.

© Adriana Mirando (immagine presa dal web)

Ricordami nel tuo amore

Nella notte
il mio occhio non dormiva
poiché la mia anima meditava
il tempo fissato.
Si avvicinava
come un lampo,
un tuono,
e avvertiva della sua presenza.
L'imperfetto
segnala la persistenza
l'instabilità dell'essere.
Non inghiottirmi nel mio orgoglio,
ricordami nel pianto
della mia introspezione.
Anche se il vento
dovesse soffiare sul mare agitato
per provocare maggiore rovina
e mi trovassi nella confusione,
ricordami nel tuo amore.
Perfezionami
prima che il sole
abbia la sua eclissi maggiore.

© Adriana Mirando (immagine presa dal web)