Furorem

Penetravi delicato
nella mia anima perduta
per svelarne l'arcano,
calpestando poi i miei segreti
e incenerendo la mia passione.
Ti baciavo per l'ultima volta
al tramonto di un sabato,
lo ricordo bene
per l'odore del freddo pungente
e il cielo nero
spogliato dei suoi gioielli.
Uscivo con la mia voce
per venirti a cercare,
tornavi
chiudendo a chiave la tua porta,
insieme
non potevamo varcarla.
Non eravamo pronti,
al momento non ci era permesso.
Accecata dai riflessi diretti del sole
portai lontano la mia anima nuda,
oscillando
tra una morte e una rinascita.
Combattendo contro i tuoi demoni,
la mia rabbia si fece sentire:
odio profanare l'amore ma,
sei stato tu per prima
a gridarmi "addio".

© Adriana Mirando (immagine presa dal web)