Splendente di gloria

Tu mi evochi sempre
forti emozioni,
splendente di gloria
questo è il tuo nome.
Un'anima nobile,
straordinaria
per forza espressiva.
Porti in seno
un amore infruttuoso
per effetto
di una tara materna,
come erede
di un destino infelice.
Insoddisfatta,
privata della tua libertà,
non amata.
Trovi rifugio
solo nel tuo silenzio assordante,
l'eco di un pianto urlato
mi addolora.
Ma tu,
tu sei mia sorella,
mi ricordi
la stessa forza possente
di nostra madre.

© Adriana Mirando

Un’alba nuova

Molti percorsi fatti
fino a quel momento,
oscuri, suscettibili,
da indurre smarrimento.
La rinascita possibile
iniziò con una promessa,
un'alba nuova,
tu mia bella Luna.
Davanti a un camice
mi sorpresi di sentire
il battito in un eco.
La mia gioia per molti
era una vergogna,
non ti volevano,
ho lottato,
portavo le catene
ma non ho mai mollato
sapendo che un miracolo
mi aveva risanato.
Il travaglio mi causò dolore,
ero sola, tra le lacrime
tu nascesti con un sorriso,
ti portò fortuna,
per questa tua bellezza
tutti ti hanno sempre amato.
Sprigioni entusiasmo,
la grinta ti ha dato forza,
anche quando sembravi morta.
Abbiamo lottato
contro i mostri, insieme,
tuttavia hai dimostrato
di non avere mai paura,
in tutto questo mi somigli,
sei mia figlia.

© Adriana Mirando

Il femminile dell’anima

L'anima
è nel colore della donna
e nel rantolo dell'uomo
che non la possiede,
allora si spegne.
Chi può accendere
una donna
è il femminile dell'uomo.
Le madri
hanno insegnato ai figli
il loro maschile
uccidendo
il femminile dell'anima.
Gli uomini vogliono essere amati,
ma cercano un amore materno:
noi l'amore
per un'altra donna
non gliel'abbiamo insegnato.

© Adriana Mirando (immagine presa dal web)