Rive Gauche – Festival

Adriana Mirando, premiata come terza classificata nella Sezione B, silloge poetica con l’opera “Trame e chimere di amori impossibili” al Festival Riva Gauche tenutosi a Firenze il 19 ottobre 2019. Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Maria Rosaria Perilli per il lavoro svolto, per la profonda e commovente motivazione della silloge poetica, la giuria tutta, compresa l’organizzazione del festival e saluto tutti i partecipanti. Per ricordare questo momento al quale non ho potuto partecipare per motivi di salute, ringrazio il mio curatore artistico Fabio Saolini che ha realizzato per me questo video come ricordo dell’evento e per aver ritirato il premio al mio posto.

Dimensioni Oniriche

Non ho mai avuto occasione di poter parlare di questo mio libro, pubblicato nel 2017 con CTL editore. Nemmeno c’è stata l’opportunità, per la mancata presentazione pubblica dell’opera, dovuta a varie difficoltà, di spiegare la scelta di questa copertina, che ho tratto da un mio quadro molto più dettagliato, dove ho ritagliato solo l’immagine di questa donna, e soprattutto spiegato la ragione di questo titolo: Dimensioni Oniriche: l’arte, una scorciatoia tra noi e i nostri sogni. La copertina, da sola, rappresenta l’inizio, la rinascita, anche se l’opera racchiude più dettagli ed è nel suo complesso una raccolta dei miei primi lavori, include un racconto, una storia d’amore, una passione sofferta, ma che custodisce un sogno, ispirata (in parte) da una storia vera. L’immagine ritratta rappresenta una sposa, quella che aspetta il suo amore, ANGELICA, IL SOGNO REALIZZATO, la sposa fedele che aspetta il suo sposo perché ha creduto nell’amore vero. Angelica, un nome non a caso, ispirato a un personaggio di un romanzo a puntate che guardavo da ragazza: lei rispecchia la mia indole, l’indomabile Angelica… Angelica di Peyrac, la Marchesa degli Angeli della Corte dei Miracoli e Joffrè, il suo sposo, che pure credeva morto nel film, ma che ugualmente nella mia immagine onirica, rimane fedele al suo nome e al suo amore. Cosi parte delle mie poesie scritte in questo libro, sono dedicate a un uomo che ho molto amato, non più presente nella realtà, ma che è stato fonte di grande ispirazione. La scrittura come la pittura sono state fondamentali per la mia crescita, un nuovo inizio e una conquista tanto agognata che mi ha dato la forza di esprimere al meglio le mie capacità, un sogno ancora in pieno svolgimento, ma che mi ha realizzato come artista. La poesia, come la pittura, riesce a realizzare quello che la realtà non adempie, con l’arte si può esprimere tutto, ideali, sogni. L’arte come introspezione e introversione, l’inconscio che si rivela, in quanto credo fermamente “Siamo il prodotto della nostra infanzia”… Inoltre, il surrealismo che stimola entrambe le mie forme artistiche, è ciò che dettiamo senza riflettere, la parte più pura dell’arte.

Angelica

Adriana

1° Classificata con la poesia “A mia Madre”

Premio Nazionale di Poesia “Culture a Confronto 2019” presso l’Ambasciata Culturale d’Egitto a Roma.
1° CLASSIFICATA Adriana Mirando con la poesia A mia Madre

Ringrazio l’organizzazione curata da Lisa Bernardini e Francesca Guidi, la giuria tutta e l’editore Salvatore Monetti. Ringrazio Giovanni Brusatori per aver letto in modo eccellente la mia poesia.

Tra due amiche

Tra due amiche:
- Non so proprio cosa fare con Marco, ho capito che è un bugiardo. Chiara, cosa posso fare?
- Nel dubbio, passaci sopra.
- Sei sicura che è il metodo migliore? Purtroppo credo abbia un’altra. Cosa posso fare?
- Te l’ho detto, sei sempre nel dubbio, passaci sopra!
- Ok, credo sia la cosa migliore da fare.
Passato qualche giorno, torna dall’amica sconvolta:
- Mi hai detto nel dubbio passaci sopra, nel dubbio passaci sopra e adesso Marco è in prognosi riservata all’ospedale, ed è ancora vivo! Lo sapevo che non bastava investirlo due volte, nel dubbio era meglio ripassarci sopra.

© Adriana Mirando

In fila alla posta

Un uomo, in coda a uno sportello, con scaltrezza supera tutta la fila piazzandosi proprio davanti a tutti.
Un signore, che ha osservato ogni cosa, senza farsi troppi problemi lo richiama:
- Come giustifica la sua maleducazione? Brutto screanzato!
Con tono arrogante, l’uomo risponde:
- Si vede che ho imparato da sua madre!
- La conosce quella buona donna? Perché sono orfano!

© Adriana Mirando